La traduzione letteraria su France Culture

Come credo la maggior parte degli interpreti e traduttori, o più in generale, come tutti gli appassionati di lingue straniere, amo ascoltare la radio nelle lingue che conosco. Oltre che tenere sempre in esercizio le lingue che si studiano o si conoscono, ascoltare la radio permette di imparare moltissime cose in ogni campo e, altro vantaggio non indifferente, permette di farlo nei cosiddetti “momenti morti”, nel mio caso tipicamente mentre vado a lavorare o quando viaggio.

Per me il modo più pratico per ascoltare la radio è attraverso l’abbonamento gratuito ai podcast, così da ricevere automaticamete i nuovi episodi delle trasmissioni alle quali sono abbonata non appena vengono messi in rete.

Tra i vari podcast ai quali sono abbonata, uno dei miei preferiti tra quelli in francese è “Tout Un Monde”. I temi di questo interessantissimo programma settimanale di France Culture sono sintetizzati egregiamente nel sottotitolo della trasmissione “Le magazine des culture et des identités en mouvement”.

Vorrei segnalare in particolare la trasmissione del 29 gennaio, intitolata “Traduire, l’atelier des langues partagées”, dedicata alla traduzione letteraria. Durante il programma intervengono varie personalità attive nell’ambito della traduzione letteraria, in particolare, oltre a traduttori, anche docenti ed editori, che affrontano temi cruciali quali lo status dei traduttori letterari, i vari tipi di formazione e la questione della qualità.

Ecco il link al programma

L’eterno circolo vizioso: niente lavoro senza esperienza e niente esperienza senza lavoro

Come i giornali ci ricordano ogni giorno, questi sono tempi molto duri per i giovani. La disoccupazione giovanile è arrivata alle stelle, anche tra i più qualificati. Se vogliono lavorare, i giovani laureati si ritrovano a dover scegliere fra due alternative: trasferirsi verso Paesi più ricchi o smettere di essere choosy, come dice il nostro Ministro del Lavoro, e cercarsi un lavoro per il quale le qualifiche possedute sono solo carta straccia.

Chi vuole rimanere in Italia e intraprendere la professione per la quale ha studiato ha davanti a sè una strada tutta in salita, poiché i pochi posti di lavoro rimasti vengono preclusi ai giovani, ritenuti carenti di esperienza sufficiente.

Questo fenomeno esiste in tutti i settori, ma a mio avviso nel campo dell’interpretazione e della traduzione, assume dimensioni ancora maggiori. Innanzitutto va detto che il nostro settore è abbastanza piccolo, la domanda è inferiore all’offerta ed entrare nel mercato è già di per sè abbastanza difficile. A questo va poi aggiunto il fatto che purtroppo è in corso un’asta selvaggia che privilegia la quantità, ossia il minor prezzo, piuttosto che la qualità del servizio.

Tuttavia, uno dei maggiori ostacoli per i giovani interpreti e traduttori è costituito a mio avviso dal mancato funzionamento del passaggio generazionale. In molte professioni la norma vuole che chi ha più esperienza trasmetta le sue conoscenze ai colleghi più giovani. Nel campo dell’interpretazione invece, avviene molto spesso che chi è esperto voglia lavorare solo con chi è tanto esperto quanto lui e si rifiuti di trasmettere le proprie conoscenze ai più acerbi.

A riprova di questo atteggiamento, qualche giorno fa mi è capitato di consultare il sito di un’interprete che offriva i suoi servizi specificando che è disponibile a lavorare in équipe solamente con colleghi con almento 15 anni di esperienza.

Le obiezioni che si possono sollevare sarebbero infinite, ma mi limiterò solo alle più clamorose. Innanzitutto, ritengo che questa diffidenza a priori nei confronti dei giovani sia abbastanza scoraggiante, perché ci sono molti giovani di talento in ogni campo. In secondo luogo, mi verrebbe spontaneo chiedere a questa decana dell’interpretazione come abbia mosso i suoi primi passi nel campo. Se qualcuno non le avesse dato fiducia, certamente non avrebbe potuto diventare la professionista che è. In terzo luogo, penso che i giovani interpreti, se da una parte peccano di esperienza, dall’altra possono offrire una buona preparazione. Ad esempio, un giovane interprete si prepara ad una conferenza studiando molto bene l’argomento per evitare di trovarsi impreparato e si presenta con pagine e pagine di glossari ben fatti, mentre i professionisti già collaudati a volte fanno più affidamento all’esperienza che alla studio. Inoltre spesso i giovani interpreti hanno più familiarità con alcuni strumenti tecnologici.

La questione è di difficile risoluzione, ma tempo fa alla Sslmit di Forlì, un professore di interpretazione, nonché stimato interprete con molti anni di esperienza alla spalle, ha avanzato una proposta secondo me molto valida: affiancare in cabina un “esperto” ed un “giovane” dando al primo un compenso più elevato rispetto al secondo. In questo modo i professionisti con più esperienza hanno un incentivo in più a lavorare con i giovani, ed i giovani riescono a muovere più facilmente i primi passi nel mercato dell’interpretazione.

40 parole intraducibili in inglese

Uno degli aspetti più interessanti dello studio di una lingua straniera è che tramite la conoscenza della lingua si ha accesso alla cultura delle persone che la parlano. Ogni cultura modella la propria lingua sulla base delle sue necessità, per questo motivo mentre in italiano abbiamo una sola parola per dire “neve”, nella lingua degli eschimesi, la scelta si allarga ad una trentina di parole, a seconda che sia dura, morbida, soffice, ecc.

Per chi fosse interessato ad approfondire questo tema, consiglio vivamente la lettura di The Mother Tongue di Bill Bryson. Oggi però, vorrei consigliare la lettura di questi due interessanti post, ciascuno dei quali elenca 20 parole di varie lingue del mondo intraducibili in inglese (ce n’è anche una in italiano!).

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Aggiungo con piacere un altro link che mi è stato segnalato e che riguarda sempre il tema dell’intraducibilità, ma questa volta attraverso le espressioni idiomatiche (curiosamente, quasi tutte legate al tema del cibo). Ogni espressione idiomatica è corredata da una bellissima illustrazione. Buona lettura!

As cool as a cucumber

Italiano low cost

Reduce da meno di 24 ore da un volo Ryanair non posso fare a meno di prendere spunto da questo  post per condividere con voi il mio disappunto per l’ennesimo caso in cui la lingua italiana viene bistrattata con un inutile (e scorretto) calco dall’inglese. Oltre alle indispensabili smokeless cigarettesssss – sigarette senza fumo e agli imperdibili scratchcardssss – gratta e vinci, è arrivato il momento degli “spirits”, tradotti magistralmente in italiano come “spiriti”.

Non resta che riderci su…

Cheap Flights with subtitles

I Parlamentari tedeschi bocciano i traduttori dell’Unione Europea

Ecco il genere di articoli che mi allietano la giornata. Pare che i parlamentari tedeschi del Bundestag abbiano rispedito al mittente alcuni documenti tradotti in tedesco dai traduttori dell’Unione Europea. Questa decisione sarebbe stata presa perché la qualità della traduzione era talmente scarsa da porre veri e propri problemi di comprensione. Di conseguenza, i lavori di alcune commissioni del Parlamento tedesco sono stati rallentati.

Questa è l’ennesima dimostrazione di quanto sia fondamentale il lavoro degli interpreti e dei traduttori, e di conseguenza, di quanto sia importante investire per avere la garanzia di una buona qualità dei servizi. Ed invece nella mia esperienza, purtroppo, ho dovuto troppe volte constatare che spesso interpreti e traduttori sono visti come un elemento accessorio. Per semplificare (ma neanche troppo), la linea è: “Sei un’interprete laureata/o? Non ho bisogno dei tuoi servizi. Ho mia cugina che è diplomata al liceo linguistico!”.

Vale molto più di qualsiasi esperienza personale l’illuminante insegnamento di una fantastica docente di interpretazione francese – italiano alla Sslmit di Forlì che, a proposito di un convegno per il quale forniva da qualche anno i suoi servizi, raccontò che quell’anno gli organizzatori avevano deciso di rinunciare al servizio di interpretazione perché dovevano risparmiare e, dovendo scegliere tra gli interpreti e le ballerine di salsa, avevano scelto di tenere le ballerine di salsa. Avete voluto le ballerine di salsa, ora ballate!

(Foto: http://www.guidasicilia.it/do/news/35682/a-palermo-record-di-bocciati-nella-scuola-superiore)

Benvenuti!

Cari lettori,

nasce oggi il mio blog. Non sarà solo uno spazio per farmi conoscere come interprete e traduttrice, ma anche un’occasione per entrare o rimanere in contatto con colleghi o semplicemente persone appassionate come me di lingue e culture italiane e straniere. I commenti sono i benvenuti 🙂

Buona lettura!