La musica è senza dubbio una delle poche cose in grado di abbattere le barriere culturali e linguistiche che separano i popoli del nostro pianeta. Non sempre i risultati di questo potere di valicare i confini sono positivi, si veda ad esempio il successo universale della hit coreana Gangnam style, ma molto spesso grazie alla musica è possibile entrare in contatto con culture geograficamente molto distanti.
Tuttavia, anche se la lingua della musica è universale, le note musicali vengono lette in maniera diversa a seconda dei paesi. In Italia ed in Francia prendono i nomi DO RE MI FA SOL LA SI, dalle sillabe iniziali dei primi versetti dell’inno gregoriano Ut queant laxis:
Ut queant laxis
Resonare fibris
Mira gestorum
Famuli tuorum
Solve polluti
Labii reatum,
Sancte Iohannes
Ossia: affinché i tuoi servi possano cantare con voci libere le meraviglie delle tue azioni, cancella il peccato, o santo Giovanni, dalle loro labbra indegne. La nota SI deriva dalle iniziali di Sancte Iohannes e la nota DO, da Dominus, sostituisce l’UT, ritenuta troppo difficile da pronunciare.
Nel resto del mondo invece, le note si chiamano A B C D E F G. In Slovacchia, però, al posto della B c’è la lettera H. Convertire le note da un sistema all’altro è molto semplice: bisogna mantenere lo stesso ordine e ricordarsi che la lettera A corrisponde al LA, dunque:
A = LA, B (o H) = SI, C = DO, D = RE, E = MI, F = FA, G = SOL
Se tradurre fosse sempre così immediato, per gli interpreti e i traduttori la vita sarebbe molto più facile 😉
Grazie a Valerio per avermi fatto venire l’idea di questo post
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