Ma lei è traduttrice certificata?

In questo post vorrei rispondere a una domanda che mi viene posta molto spesso da clienti italiani che hanno bisogno di far tradurre documenti da consegnare ad autorità straniere.

Facciamo un esempio concreto: Mario Rossi ha conseguito una laurea in un’università italiana e vuole partecipare a un bando per un dottorato di ricerca nel Regno Unito. L’università che ha indetto il bando gli chiede di allegare alla domanda di dottorato tutta una serie di documenti, come ad esempio il diploma di laurea e il piano di studi con gli esami sostenuti. Questi documenti sono ovviamente in italiano e, a meno che non possano essere rilasciati dall’università italiana direttamente in inglese, occorre tradurli in inglese.

A questo punto della storia la strada di Mario Rossi incrocia la mia: mi contatta e mi chiede di tradurre questi documenti, precisando che l’università britannica ha chiesto che i documenti vengano fatti tradurre da un traduttore certificato. Ecco quello che rispondo tipicamente a Mario Rossi.

In molti Paesi esiste la figura del traduttore certificato o giurato: i professionisti registrati come tali appongono in calce alla loro traduzione il loro timbro personale, ufficialmente registrato presso l’autorità competente, con cui certificano la fedeltà e l’accuratezza della traduzione.

In Italia, invece, non esiste un registro di traduttori certificati, né giurati. Esiste però la possibilità di ottenere traduzioni giurate, dette anche asseverate. Asseverare una traduzione vuol dire che il traduttore prepara un plico con il documento di partenza, la traduzione e un apposito modulo e giura davanti a un pubblico ufficiale (in Tribunale o dal Giudice di Pace) che la traduzione è fedele e accurata. Giurando e firmando il modulo di asseverazione, il traduttore si assume una responsabilità penale.

Una traduzione asseverata ha costi più alti rispetto a una traduzione standard, sia perché vanno aggiunte delle marche da bollo, sia perché, assumendo una responsabilità penale, nel preventivo il traduttore aggiunge ai costi di traduzione standard un extra.

Una volta illustrata questa differenza nei diversi sistemi nazionali, consiglio a Mario Rossi di chiedere all’autorità a cui andranno consegnate le traduzioni di riferire quanto spiegato e di verificare se ha dunque bisogno di una traduzione asseverata secondo il sistema italiano o se è sufficiente una traduzione standard.

Secondo la mia esperienza, a volte le autorità a cui sono destinate le traduzioni optano per soluzioni di compromesso come una semplice dichiarazione su carta semplice in cui come traduttrice dichiaro di aver tradotto i documenti in maniera accurata. In altri casi mi è stato chiesto di allegare un documento che attestasse il fatto che sono una traduttrice professionista, e in questo caso ho allegato la mia tessera di socia all’associazione professionale di interpreti e traduttori a cui sono iscritta.