Da quando ho iniziato a fare l’interprete per me gennaio è sempre stato un mese tranquillo… a volte anche troppo. Confesso che i primi anni questa calma eccessiva era fonte di preoccupazione (Oddio, non lavorerò mai più! Finirò sotto un ponte!), ma col passare del tempo ho capito che, come in molti settori, anche per gli interpreti ci sono periodi di alta e di bassa stagione.
L’alta stagione (per me maggio-giugno e ottobre-novembre) è sicuramente fondamentale, perché è il momento in cui si presentano occasioni interessanti e i nostri sforzi vengono ricompensati, ma col passare del tempo ho capito l’importanza anche dei periodi più tranquilli, perché sono quelli in cui posso fare tutto ciò che nei periodi frenetici non riuscirei mai a fare.
Ad esempio:
- portarmi avanti con l’amministrazione, attività noiosa, ma necessaria: preparare i documenti per la dichiarazione dei redditi e l’ISEE, fare una sintesi dell’anno appena concluso per il commercialista e per fare un bilancio personale, ecc.
- fare formazione: partecipare a corsi e seminari, inerenti o meno al lavoro, poco importa, l’importante è mantenere la mente attiva e fare rete!
- pensare ai prossimi obiettivi: non tanto come buoni propositi per il nuovo anno, ma come riflessione sui clienti a cui voglio arrivare e su quelli che invece è arrivato il momento di lasciare andare
- smaltire lunghi lavori manuali: dopo due anni sono riuscita a portare finalmente a termine l’importazione di tutti i glossari dei miei primi 14 anni di lavoro da interprete da centinaia di file word al software di gestione dei glossari InterpretBank: tanta roba, no?
- redigere un calendario editoriale per le pubblicazioni sul blog e su LinkedIn: qui scatta un grande mea culpa. I primi anni ci sono riuscita, ma da qualche tempo tra impegni familiari e professionali sono stata ahimé un po’ latitante ☹
- ascoltare podcast: per me sono fondamentali per mantenere in esercizio le mie 4 lingue di lavoro. Li sento in macchina, mentre porto a spasso i cani, mentre faccio la doccia… in ogni momento libero perché mi permettono di unire l’utile (la lingua) al dilettevole (i temi che mi interessano). A questo proposito, ecco il link a un vecchio post con alcuni dei podcast che ascolto
- fare passeggiate nella natura e coltivare di più i contatti personali, per mantenere il benessere psico-fisico
- programmare viaggi: un po’ perché c’è meno lavoro, un po’ perché i biglietti costano di meno, visto che le feste sono da poco passate e tutti cercano di stringere un po’ la cinghia.
E tu cosa fai durante la bassa stagione?
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