Le competenze trasversali dell’interprete per far fronte agli imprevisti

Qualche settimana fa mi è capitato di lavorare come interprete in un grande convegno internazionale in cui la sfortuna si è abbattuta in tutta la sua potenza, complicando la vita a organizzatori e interpreti, ma mettendo al contempo in luce alcune competenze trasversali (o soft skills come dir si voglia) fondamentali per un interprete a prova di bomba anche quando va tutto storto. Ecco la sfilza delle sfortune.

La chef d’équipe ha dovuto suo malgrado disdire la sua partecipazione qualche settimana prima dell’inizio del convegno per un grave problema familiare. Per coordinare la nutrita équipe prima e durante il convegno mi ha chiesto gentilmente di sostituirla, cosa che ho cercato di fare al meglio delle mie capacità.

Meno di 48 ore prima dell’inizio dell’evento un interprete ha avuto problemi di salute e ha dovuto rinunciare all’incarico. Solitamente in questi casi chi rinuncia ha l’incombenza di trovare un sostituto, ma il collega in questione non era in condizione di farlo. Fortunatamente, un’altra collega già prevista nell’équipe ha subito proposto di dare una mano per cercare qualcun altro tra i suoi contatti, trovando in meno di un’ora una collega che non solo ha accettato l’incarico, ma ha addirittura accettato di viaggiare di notte per arrivare in tempo per l’inizio del convegno.

Al mio arrivo nel luogo del convegno la mia valigia non è arrivata a destinazione, e non ci sarebbe arrivata prima di 48 ore. Dovendo lavorare l’indomani, ho dovuto procurarmi vestiti ed effetti personali essenziali, ma era sera e mi trovavo in una città sconosciuta, con negozi chiusi di lì a un’ora. Fortunatamente, gli organizzatori mi hanno affiancato una persona locale che mi ha accompagnata in un centro commerciale dove ho rimediato tutto il necessario per sopravvivere 2 giorni senza la mia valigia prima della chiusura.

Il programma del convegno ha subito svariate modifiche a causa delle defezioni di più di un relatore, tra gastroenteriti, gambe rotte e chi più ne ha più ne metta.

E infine la ciliegina sulla torta della cattiva sorte: al rientro dalla pausa pranzo due colleghe hanno scoperto di aver subito un furto. Dalla loro cabina mancavano all’appello un computer e un portafogli, con tanto di carte di credito e documenti. Ovviamente le povere colleghe hanno sporto denuncia alla polizia e quella che aveva perso i documenti ha anche dovuto passare ore nell’ambasciata del suo paese per ottenere un documento sostitutivo che le permettesse di tornare a casa.

Insomma, praticamente tutto quello che poteva andare storto è andato storto. Per tutte queste vicissitudini i turni che avevo meticolosamente assegnato ai colleghi sono stati stravolti, tra gite in ambasciata e convocazioni alla caserma di polizia, ma la cosa più sorprendente è che nonostante tutto, a dire degli organizzatori e dei partecipanti, il servizio di interpretazione è stato impeccabile. Se un collega mancava in cabina, subito un altro si faceva avanti per sostituirlo, senza neanche bisogno che io lo chiedessi e talvolta rinunciando a un pomeriggio libero.

Tutto questo è stato possibile perché nella nostra équipe c’erano veri interpreti: professionisti non solo dotati di ottime conoscenze linguistiche, eccellente padronanza delle tecniche di interpretazione e buona preparazione sull’argomento del convegno; quello che ha fatto la differenza in questo convegno baciato dalla sfortuna sono state le competenze trasversali per far fronte agli imprevisti (tutt’altro che insoliti nel nostro lavoro): reattività, solidarietà, collaborazione, flessibilità, spirito di squadra e generosità.

Se stai organizzando un evento multilingue e hai bisogno di interpreti, cerca professionisti esperti in grado di gestire al meglio ogni evenienza. Soprattutto gli imprevisti.

Emanuela Cardetta
Emanuela Cardetta

Sono un’interprete di conferenza e traduttrice di italiano, inglese, francese e slovacco. Il mio lavoro è aiutare persone che non parlano la stessa lingua a comunicare tra loro in maniera efficace.

Chi sono
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