La parola del giorno: cépečkár

Non so se capita anche a voi, ma a me capita spesso di imparare una parola fino a quel momento a me sconosciuta e da lì in poi trovarla continuamente e dappertutto per i giorni successivi. Questo è quello che mi è successo ultimamente con la parola slovacca cépečkár (pronunciato: zèpeckar).

Un cépečkár o cezpoľný è una persona che vive e lavora/studia in una città diversa da quella in cui è nato. Solitamente è un termine che si usa per definire uno slovacco che si trasferisce a Bratislava, ma proviene da un’altra regione del Paese. La quintessenza del cépečkár è uno slovacco dell’est, ossia un východniar (da východ: est) che si trasferisce a Bratislava per studiare o lavorare. Trasportato nella cultura italiana, è il corrispondente del pugliese/calabrese/siciliano a Milano.

Non esiste un corrispondente 1 ad 1 di cépečkár in italiano perché è un concetto che tendiamo a distinguere in due sottoconcetti: “fuorisede” e “pendolare”. Tuttavia, se in slovacco si vuole parlare nello specifico del concetto di “pendolare”, si usano i verbi pendlovať e dochádzať.

La cosa più affascinante di questa parola è la sua origine: cépečkár, di cui esiste anche la variante grafica CPčkár, viene dal nome del sito cp.sk, un sito fantastico e molto popolare in Slovacchia in cui è possibile trovare informazioni e orari sui servizi di trasporto (ebbene sì, per la nostra invidia, un unico sito per tutto: treni, autobus e aerei!). CP sta a significare cestovný poriadok, che potremmo tradurre con “piano di viaggio” o “orari dei trasporti”, a seconda delle circostanze.

Per chi volesse approfondire, ecco qualche risorsa (in slovacco):

  • TedX talk discorso in cui un grafico parla dei suoi progetti, sfiorando anche il tema del cépečkár
  • Articolo di Denník N sui cépečkári che vanno nella direzione opposta
  • Articolo di Denník N sulle frizioni tra cépečkári e bratislavesi

 

Espressioni idiomatiche sul vino

Come tutti gli interpreti, ho una passione smodata per i proverbi e le espressioni idiomatiche. Oggi vorrei proporne alcuni che riguardano un’altra delle mie passioni: il vino. Cominciamo con l’inglese.

To wine and dine someone: viziare qualcuno offrendogli una cena di lusso. Esempio: He had to wine and dine Michael Crawford to convince him that he was capable of delivering a virtuoso performance as The Phantom Of The Opera (esempio tratto dal British National Corpus). Traduzione: Ha dovuto offrire a Michael Crawford una cena di lusso per convincerlo che era capace di un’esibizione da virtuoso nel Fantasma dell’Opera.

You can’t put new wine in old bottles: è sbagliato mescolare qualcosa di vecchio con qualcosa di nuovo. Esempio: I think it is a mistake for the managers of that traditional art gallery to exhibit modern paintings. You can’t put new wine in old bottles (esempio tratto da The Free Dictionary). Traduzione: Credo che sia un errore per i dirigenti di quella galleria d’arte tradizionale esporre dipinti moderni. Non si possono mescolare vecchio e nuovo.

Passiamo al francese.

Mettre de l’eau dans son vin: moderarsi / ammorbidirsi. Esempio: Moi aussi, je détestais les dîners en famille quand j’avais ton âge. Mais avec l’âge j’ai mis de l’eau dans mon vin (esempio adattato da News in Slow French). Traduzione: Anch’io detestavo le cene in famiglia quando avevo la tua età. Ma con l’età mi sono ammorbidita.

Verser un pot-de-vin: versare una tangente / bustarella. Esempio: La Fédération japonaise a rejeté dimanche des allégations selon lesquelles elle aurait versé un pot-de-vin à la Fédération sud-américaine pour la remercier d’avoir soutenu le Japon pour accueillir la Coupe du monde 2002 (esempio tratto da Eurosport). Traduzione: La Federazione giapponese domenica ha respinto le accuse di aver versato una bustarella alla Federazione sudamericana per ringraziarla di aver sostenuto il Giappone come paese ospitante della Coppa del Mondo 2002.

E infine lo slovacco.

Vodu káže, víno pije: predicare bene e razzolare male / dire una cosa e farne un’altra (letteralmente: predica acqua, beve vino). Esempio: Vodu káže, víno pije: Ficova vláda dala dotácie firme scientológa! Traduzione: predica acqua, beve vino: il governo di Fico ha concesso fondi a Scientology! (Titolo di un articolo pubblicato durante l’ultima campagna presidenziale in cui si sono confrontati nelle vesti di candidati l’attuale premier slovacco Robert Fico e il filantropo Andrej Kiska, accusato dal primo di essere vicino a Scientology; ecco la ragione dell’incoerenza messa in evidenza dall’articolo).

Naliať si čisté víno / Naliať si čistého vína: dire la verità. Esempio: O to viac si myslím, že raz si bude musieť naliať Európska únia čisté víno a povedať si, či kroky, ktoré boli voči Líbyi predtým urobené, boli tie najsprávnejšie. Traduzione: A questo proposito, credo che si dovrà essere onesti e dire se quello che è stato fatto in Libia era la cosa più corretta da fare (esempio tratto da Pluska).

 

 

Slovacchia: differenza tra univerzita e vysoká škola

In Slovacchia esistono due tipi di istituti universitari: l’univerzita e la vysoká škola (letteralmente “scuola alta”). Se comunque nella pratica, dal punto di vista di uno studente, non c’è nessuna differenza evidente tra le due istituzioni, dal punto di vista amministrativo c’è una differenza importante: il titolo di univerzita può essere concesso solo previo accreditamento presso il Ministero dell’Istruzione (akreditácia).

Si tratta di un procedimento lungo e complesso che viene fatto periodicamente e che prende in considerazione vari parametri, tra cui le pubblicazioni scientifiche e i programmi di studio.

L’ultimo accreditamento, relativo al periodo 2008-2013 si è concluso proprio poche settimane fa e i risultati sono stati al centro di molte polemiche poiché su 22 istituti universitari esaminati, 5 potrebbero perdere il titolo di univerzita se entro un anno non rimedieranno alle carenze segnalate nella valutazione del Ministero.

La parola del giorno: akvabela

A volte ho l’impressione che alcune parole straniere siano più italiane del loro corrispondente italiano. Sembra un ragionamento arzigogolato, ma oggi ho trovato l’esempio perfetto: la parola slovacca akvabela.

Qualsiasi italiano, anche completamente a digiuno di slovacco, intuisce subito che si tratta di qualcosa di bello legato all’acqua. E non a caso akvabela vuol dire “persona (di solito di sesso femminile) che pratica il nuoto sincronizzato”. Se usato al plurale, akvabely indica l’attività stessa del nuoto sincronizzato. In slovacco esiste anche il termine tecnico synchronizované plávanie, ma secondo me akvabely rende molto di più l’idea.

In inglese si parla di synchronised swimming e in francese di natation synchronisée.

Glossario: i titoli di studio slovacchi

Una delle prime cose che mi hanno sorpreso quando sono arrivata in Slovacchia è stata l’onnipresenza e la varietà dei titoli di studio. In tutti gli uffici, in tutti i documenti e praticamente ovunque, i nomi delle persone sono preceduti da sigle che all’inizio mi sembravano totalmente incomprensibili: ero circondata da Mgr, JUDr o MUDr, senza capire a cosa corrispondessero. Il colmo è stato quando ho scoperto di appartenere alla razza dei Mgr (che per fortuna non vuol dire “megera” ma “laurea magistrale”)…

Ecco un glossario con i titoli di studio slovacchi più comuni e le relative abbreviazioni. Le richieste di integrazione sono più che benvenute 🙂

Abbreviazione in slovacco Spiegazione in slovacco Traduzione in italiano
ArtD.

Doktor umenia

Dottore di ricerca in lettere
Bc. Bakalár Laurea triennale
Ing. Inžinier Ingegnere (laurea magistrale)

Ing.arch.

Inžinier architekt Ingegnere architetto (laurea magistrale)

JUDr.

Doktor práva

Dottore in diritto (laurea magistrale)

MDDr.

Doktor zubného lekárstva

Dottore in odontoiatria (laurea magistrale)
Mgr. Magister Laurea magistrale in scienze umane
Mgr. art. Magister umenia Laurea magistrale nelle arti
MUDr.

Doktor všeobecného lekárstva

Dottore in medicina generale (laurea magistrale)
MVDr.

Doktor veterinarského lekárstva

Dottore in medicina veterinaria (laurea magistrale)
PaedDr.

Doktor pedagogiky

Dottore in pedagogia (laurea magistrale)

PharmDr.

Doktor farmacie

Dottore in farmacia (laurea magistrale)
PhD.

Philosophiae doctor

Dottore di ricerca

PhDr.

Doktor filozofie

Dottore in scienze umane e lettere (laurea magistrale)

RNDr.

Doktor prírodných vied

Dottore in scienze naturali (laurea magistrale)

ThDr.

Doktor teológie

Dottore in teologia (laurea magistrale)

Dando un’occhiata ai titoli slovacchi, ho l’impressione che siano più numerosi rispetto a quelli italiani (oltre a dott., avv., arch., geom., prof., ing, rag. non me ne vengono in mente altri). Inoltre, mentre i titoli slovacchi sono meramente titoli di studio, quelli italiani tendono ad essere titoli professionali. In soldoni: se in Italia studi legge, ma non eserciti la professione di avvocato, normalmente non ti firmerai Avv. Rossi. In Slovacchia invece, anche se non eserciti, sarai sempre JUDr. Novák.

La parola del giorno: l’ora zero

Quando vivevo in Slovacchia e insegnavo in alcune scuole ho sentito parlare per la prima volta di nultá hodina, letteralmente “ora zero” (anche se io la tradurrei più semplicemente “levataccia”).

L’ora zero è una pratica usata a scuola in alcuni paesi per permettere agli studenti di svolgere delle attività prima dell’inizio ufficiale delle lezioni. Facciamo un esempio concreto: supponiamo che in una scuola la prima ora cominci alle 8 e che ogni ora duri 60′. In questo caso l’ora zero andrà dalle 7 alle 8. Teoricamente, l’ora zero non dovrebbe essere destinata alle lezioni normali, ma dovrebbe essere riservata ad attività extrascolastiche (come musica, danza o sport) o per eventi speciali (ripasso pre esame, preparazione della recita scolastica, ecc). Nella pratica, almeno in Slovacchia, spesso non è così perché in alcune scuole l’ora zero è un’ora come le altre, tant’è che è riportata sull’orario ufficiale.

Questa pratica esiste anche negli Stati Uniti, dove si parla di zero hour o zero period. In alcune scuole il funzionamento è identico a quello della Slovacchia, mentre in altre la differenza è che l’ora extra non si svolge prima delle lezioni normali, ma dopo e a volte viene usata come una sorta di dopo scuola obbligatorio per rimediare a brutti voti.

Vincitore del concorso sulla miglior traduzione di “vodník”

Chi di voi segue questo blog probabilmente sarà in attesa di conoscere il nome del vincitore della gara di traduzione indetta lo scorso novembre. Dopo qualche giorno di meditazione dopo la fine del concorso, abbiamo finalmente il vincitore…

Vodník, slovacco

Immagine di Sensei-Mew http://fav.me/p22305441

… ma prima faccio un breve riassunto per chi non frequenta molto questo sito. Il concorso riguardava la miglior proposta di traduzione del termine slovacco vodník (un personaggio del folklore boemo, illustrazione a destra) in lingua italiana e si è concluso lo scorso 28 febbraio. Il premio in palio è una copia di “I racconti sul cagnolino e la gattina” di Josef Čapek, nella versione tradotta in italiano da Michaela Sebokova appena pubblicata.

Le proposte di traduzione arrivate sono state valutate da Michaela Sebokova, ideatrice del concorso, che con insindacabile giudizio ha decretato come traduzione vincente… (rullo di tamburi virtuale) … idrogoblin, proposta da Lituopadania! Congratulazioni!

Faccio i complimenti a tutti i partecipanti per la creatività dimostrata con le loro proposte di traduzione e ringrazio Michaela per la bellissima idea di indire questo concorso.

Chiedo gentilmente a Lituopadania di contattarmi in privato a info@emanuela-cardetta.com per comunicarmi l’indirizzo a cui inviare il premio.

Alla prossima!